Instagram Threads: cosa cambia da Twitter/X?

Instagram Threads: cosa cambia da Twitter/X?

Threads e X quali le reali differenze

Threads, il nuovo social Meta collegato al veterano Instagram, è stato finalmente lanciato in Europa: dal 14 dicembre 2023, è possibile accedere alla nuova piattaforma per scoprirne funzionamento e segreti.

 

L’accoglienza per l’ultimo progetto di Mark Zuckerberg è stata, potremmo dire, tiepida.

Se gli user più giovani sembrano interessati a modalità di scambio e comunicazione differenti dal solito, i più esperti fra gli iscritti non hanno potuto fare a meno di notare una certa somiglianza fra Threads e X (che per alcuni non smetterà mai di chiamarsi Twitter).  

 

Anzi, lo scontro generazionale è diventato subito un meme: protagonista è lo stupore con cui gli utenti storici di X hanno accolto l’entusiasmo della Gen Z, che sembra proprio non sapere che i due social si assomigliano più di un po’.  

 

Threads e X: cosa li rende uguali

A rendere uguali Threads e X sono alcune caratteristiche relative alla navigazione e alle interazioni.

Entrambi, infatti, consentono di:

 

• Pubblicare testi, foto e video

• Creare catene di post (o thread) per approfondire un argomento

• Navigare fra contenuti suddivisi in liste (es. Per Te e Seguiti)

• Mettere mi piace ai post degli altri

• Rendere i post degli altri Preferiti

• Commentare 

• Bloccare o silenziare alcuni utenti

• Fare segnalazioni in caso di contenuti inadeguati

• Limitare il proprio pubblico (nascondendo, per esempio, i propri post a utenti selezionati)

• Verificare il proprio profilo

 

Nonostante questo, i due social mantengono anche qualche importante differenza.

 
Instagram Threads: le differenze con twitter

Chi ha utilizzato entrambe le piattaforme ha sicuramente notato, pur ammettendo la somiglianza straordinaria fra i due progetti, alcuni punti di distacco

Threads e X: cosa li rende diversi

• Threads ha un processo di registrazione quasi immediato, che permette di passare da Instagram e completare l’iscrizione in pochi secondi. L’immediatezza è sicuramente un plus e un punto di forza che X ha tentato invano di ottenere per tanti anni. 

• L’ultimo nato in casa Meta, poi, permette – come primissima decisione – di seguire e farsi seguire dagli stessi account che conosciamo già su Instagram: ciò consente di ricreare immediatamente una rete di scambio sicura e conosciuta.

• Proprio questo punto, però, convince poco gli appassionati di X: Twitter è diventato per molti un luogo sicuro in cui poter scrivere le proprie opinioni (anche le più taglienti) protetti da un certo grado di segretezza. Bastava non mettere il proprio nome!

Threads fa saltare questo meccanismo, proponendo un approccio “local” piuttosto che “global”: non è importante arrivare a tutti, ma solo a chi è più vicino a noi.

• Per questo motivo, possiamo dire che Threads non ha fra i suoi obiettivi la circolazione rapida delle news, grande punto di forza del rivale: a dimostrarlo, anche l’assenza degli hashtag. 

• A mancare dal prodotto Meta sono anche elenchi, feed curati, segnalibri e abbonamenti. Al momento mancano anche precise indicazioni pubblicitarie, ma le disposizioni arriveranno sicuramente nel tempo.

• X, dal canto suo, ha qualche importante limite, perché non consente la pubblicazione di note vocali e lascia meno spazio a testi e video, che invece possono essere più ampi e pesanti sulla piattaforma del competitor (240 caratteri contro 500, 2 minuti e 20 secondi contro 5 minuti). 

 

 

Perché creare Threads?

In molti si sono chiesti come mai Mark Zuckerberg abbia deciso anni fa di imbarcarsi in questa impresa, proponendo un format già conosciuto.

Il CEO di Meta ha voluto in più occasioni spiegare il suo punto di vista, sostenendo di aver creato Threads con l’intento di dare ai propri utenti uno spazio in cui fosse possibile avere un dialogo più positivo: il colpo di grazia, quindi, per X, entrato in più di una polemica dopo l’acquisizione di Elon Musk, noto per avere posizioni particolari e per modificare frequentemente il suo social.

Potenzialmente, la mossa di Zuck potrebbe essere vincente: parliamo, infatti, di un bacino di miliardi di utenti che dagli altri progetti Meta potrebbero spostarsi sull’ultimo nato.
I numeri sembrano, però, fermare l’entusiasmo: in USA, dopo i primi 100 milioni di iscritti raggiunti nella prima settimana la curva di crescita si è praticamente arrestata.

Sarà lo stesso anche in Europa?

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